...brucia la mia anima prima che muoia,
screziata di giallo, inchinata alla gioia;
esausta rintocca randagia quest'ora:
scova un sospiro in ogni parola...
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alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
"Summertime and the living is easy
Fish are jumpin' and the cotton is high...
Your mama's rich and your daddy's good lookin'
So hush little baby... Don't you cry??
One of these mornin's you're gonna rise up singin'
You're gonna spread your wings and fly to the sky...
But until that nothin' can harm you
With mummy and daddy standin' by."
Morcheeba - Summertime
Volevo mettere la versione di Janis Joplin ma a qualita' non avrebbe reso bene visto che splinder ricomprime. Tanto anche questa e' bella e poi e' cio' che dice quello che conta, in questo momento e percio' la dedico a chi so io. Vi invito a premere play mentre leggete.
Scrivere e' un modo di parlare senza essere interrotti. Iniziamo, ordunque, che i burattini sono pronti.
Questo e' il remake del mio primissimo template, quello che creai quando avevo qualcosa di buono da dire, una vita fa quindi, piu' o meno. Non so perche' l'ho fatto. Nostalgia di quel che ero, forse. Noia, probabilmente. Nausea, sicuramente.
Sta di fatto, caro lettore, che da quel momento molte cose sono cambiate, tutte in negativo e, piu' vado avanti, piu' non riesco a rendermi conto di cosa sia a farmi star male. Cerco, cerco e non trovo nulla, nulla. Piu' scavo a fondo piu' divento consapevole di come sia riuscito, metodicamente, a svuotare il fragile involucro che mi trascino dietro. Neanche l'avessi fatto apposta. Rimango a dir poco basito dell'abilita' che ho dimostrato nel creare il vuoto attorno a me allontanando tutte le persone che in qualche maniera mi volevano bene e tenendo solo la merda.
La Vera Merda.
Neanche piu' i due punti riesco ad utilizzare quando scrivo: nessuna rivelazione mi e' rimasta da fare.
Bravo, direi. Pacca sulla spalla e andiamo avanti.
Mi spiace deludere qualcuno, non sono un killer psicopatico ne ho intenzione di diventarlo, amo la vita, la gente e le cazzate ma mi sento impalpabile, ecco l'aggettivo. Persino a me stesso. Quella e' roba che non mi appartiene piu' e basta. Vivo su un binario parallelo messo a miliardi di km di distanza dal mondo. Sono solo e mi sta bene cosi', non voglio essere coinvolto, ho altro da fare che stare a preoccuparmi di probabili inculature. Persino star male e' meglio di tutto questo. Mi girero' su un fianco e moriro' un giorno e, per fortuna, non saranno cazzi di nessuno perche' di nessuno me ne frega qualcosa realmente. Troppo poco di genuino mi e' rimasto da dare e me lo tengo stretto. Tant'e' che prego di non innamorarmi, ogni volta. La volpe e l'uva.
Cosa sapete, quindi, di me? Lo dico io, tutti voi, tutti, non sapete un emerito cazzo ne avete mai provato quel che provo. Non voglio essere ascoltato ne compreso, non mi interessa ne vi odio per non averlo fatto ma, purtroppo, so bene quanto le risposte facili vi aiutino a vivere meglio, infatti io le odio, come i saccenti. Quindi, ora, se vi va, ve ne do una perche' mi sono rotto le palle. Di cosa ancora non lo so bene e non ho intenzione di scoprirlo, sinceramente.
Pronti?
Sono chiunque voi vogliate io sia, non puo' essere diversamente, mi ingabbiate. Ho un carattere di merda, sbagliato direi. Sono perennemente triste e alla ricerca di qualcosa, vero. Una persona mi paragono' al vento quando mi vide sfuggire, io risi, meglio quando mi paragonavano a uno scimmione. Ed e' la mia totale e palese inadeguatezza a vivere che odio, nient'altro che me stesso. Sono morso dai sensi di colpa e anche il minimo passo avanti per me e' fatto su un campo di chiodi. Sento cose che nessuno sente, amplificate a mille, e mi sta bene, anche se non sono piacevoli. Sto male, punto. Ed e' a causa mia e basta. Non so che farci, dovrei amarmi di piu' ma mi riesce solo di farmi del male. Volete farmene una colpa? Fate come cazzo vi pare, basta che vi mettiate in fila prima di salire invece di far affondare la zattera col troppo peso, ok? Si chiama educazione e/o rispetto per i morti e vale anche per quelli che ancora camminano. Coglione io a sperare in voi tutti, lo so e mi piace esserlo.
Purtroppo sono piu' uguale degli uguali e a questo mondo si e' tutti diversi, non c'e' un cazzo da fare, che vi devo dire? Non ho un cazzo da dirvi e vedo che la cosa e' reciproca.
Forse, solo una cosa, ovvero che, prendo fiato, dopo di te, tutto e' gia' sentito, tutto e' gia' assaggiato, tutto e' gia' andato a male, tutto e' opaco o, peggio ancora, e' usato. Come me.
Mi manchi, da troppo tempo.
Te l'avevo promesso che sarebbe durata in eterno ma non ce l'ho fatta.
Scusa, Ti Amo.
Non credo di aver mai smesso ne di poterlo fare... tendo all'autodistruzione per non ricordare.
C'era una volta un gattino peloso,
che era, ahime', un po' troppo curioso
e, prima di donarsi all'agognato riposo,
chiese a sua mamma un racconto mieloso:
C'era una volta un lupo affamato,
cacciava nel bosco il coniglio bramato
e, prima che egli venisse sbranato,
sorridendo inizio' un discorso intricato:
C'era una volta una scimmia depressa,
dal re della giungla, ogni giorno era oppressa,
ma un giorno decise di far una scommessa
e dalla roccia piu' alta disse a se stessa:
C'era una volta un uomo felice,
amava la gente che si contraddice,
e, non dando peso al mal che si dice,
augurava a chi sogna di risvegliarsi fenice.
"I'm sorry about the world,
how could I know you'd take it so bad?,
and I'll never make the same mistake,
so if you are looking for a fantasy
why not trying the entire human erase
just to play it safe
Until then...
a smile on the lips and a hole in the head,
better off dead, it's better than this,
take it away cuz there's nothing to miss
The next time I create the universe
I'll make sure you participate
oh yeah
and I'll never make the same mistake,
the next time I create the universe
I'll make sure we communicate at length, just in case."
Anathema - Better Off Dead
Vuoto, solitudine, un'anticamera, un'attesa,
supplico una chiamata, un nome!
Nessuna porta intorno ad illudere,
nessun muro a riparare dal freddo.
Dunque gli occhi dubbiosi schizzano, lenti,
tra il deserto che, ridente, mi abbraccia
e in silenzio scruta, solenne, l'incompiuto ed
affannoso cammino di cui non v'e' traccia.
Mentre la sabbia, pian piano
s'insinua, avida, famelica e lenta,
sotto orgogliosi stracci di carne,
e prende possesso delle mie interiora.
Dolce, consapevolezza mi appare
del destino amaro portatomi in dono:
corroso da brandelli di cio' che sovrasto,
perdo con ansia istanti di vita.
"Luca sa come va vuol dormire e non svegliarsi piu'.
Beve per scordare che non c'e' niente per cui battersi.
E lo sa paghera' overdose di severita'.
Gli occhi che parlano dicono che presto se ne andra'.
Sorridimi fallo per me forse questo sai ti aiutera'.
Sorridimi ancora un po' un ultimo momento e poi chissa' chissa'.
Non e' niente Luca Luca.
Luca sa che non ha che non ha piu' possibilita'.
E lo so partira' per un lungo viaggio america.
Pensaci ancora un po' forse un giorno tutto cambiera'.
Svegliati torna in qua qualche giorno ancora e poi chissa' chissa'.
Non e' niente Luca Luca"
Prozac+ - Luca
Vuoto, vuoto totale.
Nessuno puo' scendere fin dove mi sono rifugiato.
L'unico responsabile sono io. E basta. Mi nascondo talmente bene che neanche la luce e' in grado di penetrare. Meriterei un premio per l'impegno e, invece, ogni giorno mi ritrovo a fronteggiare con riluttanza cio' che mi ha portato male e tristezza: me stesso.
Persino la fantasia ho barattato pur di non soffrire illudendomi.
Non mi riconosco, sono un essere invertebrato che continua a strisciare tra cumuli di fango sperando di non essere calpestato ma, ogni santa volta, accade e, ogni santa volta, sopravvivo.
Non importa quanto siano gravi i danni riportati, ce ne saranno subito di nuovi a rimpiazzarli. Le ferite si mettono a dormire ed il sangue cambia rubinetto, semplice come la vita.
C'e' chi dice che sono tragico ed a questi vorrei dire di provare a vivere nei miei panni vedendo cio' che io vedo ogni giorno. Fosse stato cosi' facile avrei gia' trovato una soluzione, no?
Se solo potessi, proverei a non rimanere immobile dinnanzi alla marea che, salendo lentamente, ricopre con cura il mondo in cui mi sono immerso.
Non so cosa sia a rendermi inerme di fronte a questo spettacolo che da millenni si ripete.
Forse e' solo la consapevolezza di farne parte: ora e sempre.
O, forse, la verita' e' che non c'e' speranza per chi sogna.
Figurarsi per chi ha deciso di smettere.
"Qui non c'e' inizio non c'e' fine il bene e il male che si inseguono..." - Prozac+
Visto e considerato che studio scienze informatiche
mi ritrovo spesso a dover spiegare alla gente
che significato hanno le cose.
Nel caso del Web 2.0
un genio ci ha gia'
pensato...
"Lord, please, can you save me?
Lord, please, save me...
Send me a guardian angel
give us some strength from apart...
Send me a guardian angel
give us some help from apart...
Out of my mind
cant seem to run from myself
I cant think
I cant even sleep
I cant even eat
I cant do this by myself
I need somebody help..."
TOK - Guardian Angel
Avete mai pianto mentre mangiate?
Il cibo tende a perdere di gusto e, anche se per pura fortuna le lacrime non riescono ad intaccarne il gusto, diviene lo stesso salato e freddo.
Come se la sofferenza fosse sua, povero condannato a morte sulla forca.
Sembra pietra, i morsi sono pesanti, taglienti, solidi. Sensazione simile a quella che si prova masticando uno di quei carboni zuccherati da "rimandato a settembre" che, con tanta cura delle mammine, venivano messi nelle calze il giorno della befana.
Senza sbriciolamento. Senza saliva. Senza il dolce.
Il boccone e' in caduta libera e tenta di aggrapparsi disperatamente a qualsiasi cosa gli si pari davanti. Costretto com'e' dall'organismo penso che soffra e, per un attimo, ho l'impulso di vomitare.
C'e' guerra tra i miei sensi di colpa. Mi distruggono. Non vincera' nessuno ma dar spettacolo a loro costa ben poco se la vitima sono io.
Ogni millimetro di esofago conquistato e' una lacerazione interna dove, oltre al dolore, ti sembra di sentire il retrogusto ferroso del sangue che, invano, tenta di lubrificarne il percorso.
E' inutile, non passa. Il mio corpo rifiuta il piacere di sostentarsi e di continuare ad esistere in questo stato. Perche' contraddirlo?
...e' spesso il desiderio di vendetta a muovere la richiesta di maledizione del Supplice contro un Dormiente. Compito di questa trattazione, ricordo, non e' quello di giudicare la legittimita' delle motivazioni quanto piu' di fornire i Dettami che sono alla base di questa pratica.
[...]
Il Dormiente viene identificato in qualunque essere vivente ma, come verra' spiegato in seguito, la maledizione potra' essere scagliata anche contro piu' di essi o, spesso, potra' avere come bersaglio oggetti e situazioni.
In qualunque caso il Supplice non avra' il controllo della maledizione in se. Questa vivra' in maniera totalmente indipendente rendendo quindi inutile qualsivoglia pianificazione anticipata di intenti.
[...]
La Pronuncia e' l'atto con cui il Rito nasce in maniera effettiva. La sua essenza, sostanzialmente, e' composta dalla focalizzazione dell'oggetto (Dormiente); dall'intensita' del sentimento che porta alla richiesta di maledizione (Madre); dal frammento di ego (Pegno).
E' impossibile stabilire a piori quanto quest'ultimo sara' grande ne tantomeno quando, come e cosa verra' sottratto all'animo del Supplice. Per certo, a fronte della casualita' teste' espressa, il Pegno da portare in dono, solitamente, e' molto piu' grande di cio' che viene richiesto nel Rito e risulta proporzionale in maniera multipla alla Madre.
[...]
Ricordiamo allo Studente che anche nel caso del tempo necessario al compimento (Vita) del Rito vi e' proporzionalita' con la Madre utilizzata per la Pronuncia e che quindi gli effetti non sono quasi mai immediati. Spesso possono manifestarsi dopo la morte o la demenza del Supplice quando il tutto non ha ormai piu' significato o ragione di esistere.
Una volta concluso il Rito e' impossibile tornare sui propri passi, il Pegno verra' riscattato comunque. Cio' non e' valido per la maledizione che potra' comunque essere revocata.
[...]
Generare una Vita che vada a legarsi con un Dormiente e' quindi come creare un figlio in seno a quest'ultimo. Potra' essere ucciso, innamorarsi di colui che lo ospita oppure scatenare da subito la sua indole, e' impossibile stabilirlo a priori data la dinamicita' dei fattori in gioco.
[...]
Non vi e' bisogno di oggetti o di alambicchi da ciarlatani. Cio' di cui realmente si ha necessita' e' di essere pronti alla sofferenza, molto piu' di quanto si auguri al Dormiente. Almeno, si intende, finche' si avra' un frammento d'anima ancora immacolato da barattare...